Pressione 108/68 - È normale? Quando preoccuparsi?

Tre uomini di età diversa misurano la pressione: 120/80, 120/80, 120/80.

Scritto da

Genziana Sorrentino

Pubblicato il

17 mag 2026

Indice

Una lettura di 108/68 mmHg, nella maggior parte dei casi, non è un motivo di allarme: indica una pressione piuttosto buona, spesso in fascia ottimale per un adulto. In questo articolo spiego cosa significano i due numeri, quando un valore così è del tutto normale e quando invece va letto insieme ai sintomi, all’età e alle condizioni di chi lo misura.

Cosa conta davvero quando leggi 108/68

  • 108 è la pressione sistolica, cioè la “massima”; 68 è la diastolica, cioè la “minima”.
  • Per molti adulti, 108/68 rientra in un intervallo considerato ottimale o comunque normale.
  • Il singolo numero dice poco: contano sintomi, età, farmaci assunti e andamento nel tempo.
  • La vera ipotensione, in genere, si colloca sotto 90/60 mmHg, soprattutto se dà disturbi.
  • Se compaiono capogiri, svenimenti o debolezza marcata, la lettura va rivalutata con un medico.

Uomo preoccupato controlla la pressione: 120/80 su un braccio, 180/100 sull'altro. Preoccupazione per la pressione 108/68.

Come leggere i due numeri della pressione

Quando misuro la pressione, guardo sempre il significato dei due valori prima ancora del numero in sé. Il primo dato, 108, è la pressione sistolica: rappresenta la forza con cui il sangue viene spinto nelle arterie quando il cuore si contrae. Il secondo, 68, è la pressione diastolica: indica la pressione nelle arterie tra un battito e l’altro, quando il cuore si rilassa.

In pratica, 108/68 mmHg significa che il cuore sta lavorando con una pressione di pompaggio moderata e con una fase di rilassamento abbastanza bassa ma non anomala. Il riferimento “mmHg” è l’unità di misura della pressione arteriosa, cioè millimetri di mercurio.

Questa lettura, da sola, non racconta tutto. Per capire davvero il quadro bisogna chiedersi: è una persona che sta bene, o ci sono sintomi come stanchezza insolita, vertigini o svenimenti? Da qui si capisce se il dato è solo informativo o se merita approfondimento.

108/68 rientra in un range ottimale, non in quello dell’ipotensione

Se confronto 108/68 con i valori comunemente usati in ambito clinico, la lettura rientra in una zona rassicurante. In Europa, valori sotto 120/80 sono generalmente considerati ottimali; l’ipotensione, invece, viene di solito definita sotto 90/60 mmHg, soprattutto se accompagnata da disturbi.

Valore Lettura pratica Significato abituale
108/68 Buona o ottimale Spesso normale, soprattutto se non ci sono sintomi
120/80 Riferimento classico Ancora nei limiti considerati normali
90/60 o meno Bassa Possibile ipotensione, da valutare se dà fastidi
140/90 o più Alta Valori da ipertensione, da controllare con il medico

Il punto che ripeto sempre è questo: un numero “basso” non è automaticamente un problema. Per una persona giovane, allenata o semplicemente a riposo, 108/68 può essere un valore del tutto adeguato. Se invece quel dato arriva dopo capogiri, sudorazione fredda o debolezza improvvisa, il discorso cambia. Ed è qui che entra in gioco il contesto clinico.

Quando questo valore è del tutto normale

Io considero 108/68 rassicurante in diversi scenari: quando la persona è asintomatica, quando si tratta di un adulto in buona salute, quando la misurazione è stata fatta dopo un momento di riposo, oppure quando il valore è abituale per quella persona. Anche chi è fisicamente allenato tende spesso ad avere pressioni un po’ più basse della media senza alcun significato patologico.

Un altro caso comune è quello di chi segue una terapia antipertensiva. Se il medico ha impostato un trattamento per abbassare la pressione, una lettura come questa può essere proprio il risultato atteso, purché non compaiano sintomi di ipotensione.

Insomma, non esiste un numero valido per tutti. Esiste il range personale, cioè il valore che torna con regolarità per quella persona e non provoca disturbi. Da qui si capisce perché la stessa lettura possa essere perfetta per qualcuno e appena troppo bassa per un altro.

Quando invece conviene prestare attenzione

La Mayo Clinic ricorda che la pressione bassa non è sempre un problema, ma diventa rilevante quando provoca capogiri, svenimenti o altri disturbi. Io aggiungo un criterio semplice: se il corpo “si fa sentire”, non basta leggere il numero e archiviarlo.

Prestare attenzione è opportuno se, insieme a una pressione come 108/68, compaiono:

  • capogiri quando ci si alza in piedi;
  • sensazione di svenimento o svenimento vero e proprio;
  • debolezza marcata o stanchezza insolita;
  • vista offuscata;
  • nausea o malessere improvviso;
  • palpitazioni;
  • pelle fredda, sudata o pallore evidente.
Ci sono poi situazioni in cui il valore va letto con più prudenza: disidratazione, febbre, caldo intenso, diarrea, vomito, anemia, cambio recente di farmaci, oppure un calo di pressione in piedi rispetto a quando si è sdraiati. Quest’ultimo scenario è tipico dell’ipotensione ortostatica, che può creare problemi soprattutto nelle persone anziane o fragili. Se il calo arriva con dolore al petto, fiato corto, confusione, deficit neurologici o perdita di coscienza, non parliamo più di semplice controllo domiciliare: serve assistenza medica tempestiva.

Come misurarla bene a casa senza falsi allarmi

Una pressione ben misurata vale più di tre letture approssimative. L’American Heart Association raccomanda di riposare almeno 5 minuti prima della misurazione e di effettuare almeno due rilevazioni, a distanza di un minuto, senza parlare e con il braccio ben appoggiato.

  1. Siediti con la schiena sostenuta e i piedi appoggiati a terra.
  2. Evita fumo, caffè e attività fisica nei 30 minuti precedenti.
  3. Riposa qualche minuto in silenzio prima di avviare l’apparecchio.
  4. Posiziona il bracciale sul braccio nudo, non sopra i vestiti.
  5. Fai due misurazioni e annota entrambe, insieme all’orario.
  6. Se controlli spesso la pressione, usa sempre lo stesso braccio e lo stesso dispositivo.

Questa parte sembra banale, ma fa la differenza. Una lettura fatta dopo le scale, dopo un caffè o mentre si parla al telefono può risultare alterata e far sembrare “strana” una pressione che in realtà non lo è affatto. Per questo, prima di trarre conclusioni, io guardo sempre come è stata ottenuta la misura.

Cosa cambia se il valore riguarda una persona anziana o fragile

Nel contesto dell’assistenza domiciliare, una pressione come 108/68 può essere tranquillamente accettabile, ma con gli anziani la soglia di attenzione cambia un po’. Non perché il numero sia di per sé patologico, ma perché il rischio di cadute, disidratazione e ipotensione ortostatica è più alto.

Se assisti una persona fragile, io farei attenzione a tre cose molto concrete:

  • se la pressione è abitualmente più alta e all’improvviso scende di parecchio;
  • se la persona ha giramenti di testa quando si alza dal letto o dalla poltrona;
  • se sono stati introdotti o modificati farmaci per cuore, pressione, diuretici o sedativi.

In questi casi non basta rassicurarsi sul numero. Serve capire se il valore è stabile, se compaiono sintomi e se la persona sta bevendo abbastanza. A volte basta correggere una disidratazione lieve; altre volte è necessario rivedere la terapia con il medico di base. La differenza la fa la combinazione tra dato, sintomi e storia clinica.

Il dato utile è l’andamento, non una singola misurazione

Se devo lasciare al lettore una regola pratica, è questa: una singola pressione non fa diagnosi. Un valore di 108/68, isolato e senza disturbi, è in genere un buon segnale; una serie di misurazioni basse con sintomi, invece, merita attenzione.

Per orientarti meglio, tieni a mente tre domande semplici:

  • Questo valore è abituale oppure è un calo nuovo?
  • La persona sta bene o ha capogiri, debolezza o svenimenti?
  • Ci sono fattori recenti che possono aver abbassato la pressione?

Se la risposta è “è abituale, la persona sta bene e non ci sono cambiamenti rilevanti”, 108/68 è molto probabilmente un dato positivo. Se invece il quadro è nuovo, instabile o accompagnato da sintomi, la lettura va portata all’attenzione del medico per inquadrarla correttamente.

Domande frequenti

Significa che la pressione sistolica (massima) è 108 mmHg e la diastolica (minima) è 68 mmHg. È un valore spesso considerato ottimale, indicando un buon funzionamento del sistema cardiovascolare in assenza di sintomi.

È normale se non ci sono sintomi, se rientra nel tuo range abituale, se sei giovane o allenato, o se è il risultato atteso di una terapia. Per molti adulti, è un valore rassicurante e non indica ipotensione patologica.

Preoccupati se compaiono capogiri, svenimenti, debolezza improvvisa, vista offuscata, nausea o pallore. Questi sintomi suggeriscono che, nonostante il numero, la pressione potrebbe essere troppo bassa per il tuo organismo in quel momento.

Non necessariamente. Se l'anziano è asintomatico e il valore è abituale, può essere normale. Tuttavia, è bene monitorare attentamente sintomi come capogiri alzandosi o cambiamenti repentini, data la maggiore fragilità e il rischio di cadute.

Riposa 5 minuti prima, siediti con la schiena appoggiata e i piedi a terra. Evita caffè e fumo. Effettua almeno due misurazioni a distanza di un minuto, sullo stesso braccio e annota i valori. Una misurazione accurata è fondamentale.

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Genziana Sorrentino

Genziana Sorrentino

Sono Genziana Sorrentino, un'esperta nel campo dell'assistenza domiciliare e della salute, con oltre dieci anni di esperienza nella ricerca e nell'analisi di politiche e pratiche che riguardano i caregiver. Mi dedico a esplorare le dinamiche del supporto a chi si occupa di persone con esigenze speciali, fornendo una visione approfondita e obiettiva delle sfide e delle opportunità in questo settore. La mia specializzazione si concentra sull'analisi delle tendenze emergenti e sull'impatto delle innovazioni nel campo della salute, con l'obiettivo di rendere le informazioni accessibili e comprensibili per tutti. Credo fermamente nell'importanza di semplificare dati complessi per aiutare i lettori a prendere decisioni informate. La mia missione è fornire contenuti accurati, aggiornati e obiettivi, contribuendo a costruire una comunità informata e consapevole. Sono impegnata a garantire che ogni articolo rifletta la mia dedizione alla qualità e all'affidabilità, affinché i lettori possano fidarsi delle informazioni che presento.

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