Cosa conta davvero quando leggi 108/68
- 108 è la pressione sistolica, cioè la “massima”; 68 è la diastolica, cioè la “minima”.
- Per molti adulti, 108/68 rientra in un intervallo considerato ottimale o comunque normale.
- Il singolo numero dice poco: contano sintomi, età, farmaci assunti e andamento nel tempo.
- La vera ipotensione, in genere, si colloca sotto 90/60 mmHg, soprattutto se dà disturbi.
- Se compaiono capogiri, svenimenti o debolezza marcata, la lettura va rivalutata con un medico.

Come leggere i due numeri della pressione
Quando misuro la pressione, guardo sempre il significato dei due valori prima ancora del numero in sé. Il primo dato, 108, è la pressione sistolica: rappresenta la forza con cui il sangue viene spinto nelle arterie quando il cuore si contrae. Il secondo, 68, è la pressione diastolica: indica la pressione nelle arterie tra un battito e l’altro, quando il cuore si rilassa.
In pratica, 108/68 mmHg significa che il cuore sta lavorando con una pressione di pompaggio moderata e con una fase di rilassamento abbastanza bassa ma non anomala. Il riferimento “mmHg” è l’unità di misura della pressione arteriosa, cioè millimetri di mercurio.Questa lettura, da sola, non racconta tutto. Per capire davvero il quadro bisogna chiedersi: è una persona che sta bene, o ci sono sintomi come stanchezza insolita, vertigini o svenimenti? Da qui si capisce se il dato è solo informativo o se merita approfondimento.
108/68 rientra in un range ottimale, non in quello dell’ipotensione
Se confronto 108/68 con i valori comunemente usati in ambito clinico, la lettura rientra in una zona rassicurante. In Europa, valori sotto 120/80 sono generalmente considerati ottimali; l’ipotensione, invece, viene di solito definita sotto 90/60 mmHg, soprattutto se accompagnata da disturbi.
| Valore | Lettura pratica | Significato abituale |
|---|---|---|
| 108/68 | Buona o ottimale | Spesso normale, soprattutto se non ci sono sintomi |
| 120/80 | Riferimento classico | Ancora nei limiti considerati normali |
| 90/60 o meno | Bassa | Possibile ipotensione, da valutare se dà fastidi |
| 140/90 o più | Alta | Valori da ipertensione, da controllare con il medico |
Il punto che ripeto sempre è questo: un numero “basso” non è automaticamente un problema. Per una persona giovane, allenata o semplicemente a riposo, 108/68 può essere un valore del tutto adeguato. Se invece quel dato arriva dopo capogiri, sudorazione fredda o debolezza improvvisa, il discorso cambia. Ed è qui che entra in gioco il contesto clinico.
Quando questo valore è del tutto normale
Io considero 108/68 rassicurante in diversi scenari: quando la persona è asintomatica, quando si tratta di un adulto in buona salute, quando la misurazione è stata fatta dopo un momento di riposo, oppure quando il valore è abituale per quella persona. Anche chi è fisicamente allenato tende spesso ad avere pressioni un po’ più basse della media senza alcun significato patologico.
Un altro caso comune è quello di chi segue una terapia antipertensiva. Se il medico ha impostato un trattamento per abbassare la pressione, una lettura come questa può essere proprio il risultato atteso, purché non compaiano sintomi di ipotensione.
Insomma, non esiste un numero valido per tutti. Esiste il range personale, cioè il valore che torna con regolarità per quella persona e non provoca disturbi. Da qui si capisce perché la stessa lettura possa essere perfetta per qualcuno e appena troppo bassa per un altro.
Quando invece conviene prestare attenzione
La Mayo Clinic ricorda che la pressione bassa non è sempre un problema, ma diventa rilevante quando provoca capogiri, svenimenti o altri disturbi. Io aggiungo un criterio semplice: se il corpo “si fa sentire”, non basta leggere il numero e archiviarlo.
Prestare attenzione è opportuno se, insieme a una pressione come 108/68, compaiono:
- capogiri quando ci si alza in piedi;
- sensazione di svenimento o svenimento vero e proprio;
- debolezza marcata o stanchezza insolita;
- vista offuscata;
- nausea o malessere improvviso;
- palpitazioni;
- pelle fredda, sudata o pallore evidente.
Come misurarla bene a casa senza falsi allarmi
Una pressione ben misurata vale più di tre letture approssimative. L’American Heart Association raccomanda di riposare almeno 5 minuti prima della misurazione e di effettuare almeno due rilevazioni, a distanza di un minuto, senza parlare e con il braccio ben appoggiato.
- Siediti con la schiena sostenuta e i piedi appoggiati a terra.
- Evita fumo, caffè e attività fisica nei 30 minuti precedenti.
- Riposa qualche minuto in silenzio prima di avviare l’apparecchio.
- Posiziona il bracciale sul braccio nudo, non sopra i vestiti.
- Fai due misurazioni e annota entrambe, insieme all’orario.
- Se controlli spesso la pressione, usa sempre lo stesso braccio e lo stesso dispositivo.
Questa parte sembra banale, ma fa la differenza. Una lettura fatta dopo le scale, dopo un caffè o mentre si parla al telefono può risultare alterata e far sembrare “strana” una pressione che in realtà non lo è affatto. Per questo, prima di trarre conclusioni, io guardo sempre come è stata ottenuta la misura.
Cosa cambia se il valore riguarda una persona anziana o fragile
Nel contesto dell’assistenza domiciliare, una pressione come 108/68 può essere tranquillamente accettabile, ma con gli anziani la soglia di attenzione cambia un po’. Non perché il numero sia di per sé patologico, ma perché il rischio di cadute, disidratazione e ipotensione ortostatica è più alto.
Se assisti una persona fragile, io farei attenzione a tre cose molto concrete:
- se la pressione è abitualmente più alta e all’improvviso scende di parecchio;
- se la persona ha giramenti di testa quando si alza dal letto o dalla poltrona;
- se sono stati introdotti o modificati farmaci per cuore, pressione, diuretici o sedativi.
In questi casi non basta rassicurarsi sul numero. Serve capire se il valore è stabile, se compaiono sintomi e se la persona sta bevendo abbastanza. A volte basta correggere una disidratazione lieve; altre volte è necessario rivedere la terapia con il medico di base. La differenza la fa la combinazione tra dato, sintomi e storia clinica.
Il dato utile è l’andamento, non una singola misurazione
Se devo lasciare al lettore una regola pratica, è questa: una singola pressione non fa diagnosi. Un valore di 108/68, isolato e senza disturbi, è in genere un buon segnale; una serie di misurazioni basse con sintomi, invece, merita attenzione.
Per orientarti meglio, tieni a mente tre domande semplici:
- Questo valore è abituale oppure è un calo nuovo?
- La persona sta bene o ha capogiri, debolezza o svenimenti?
- Ci sono fattori recenti che possono aver abbassato la pressione?
Se la risposta è “è abituale, la persona sta bene e non ci sono cambiamenti rilevanti”, 108/68 è molto probabilmente un dato positivo. Se invece il quadro è nuovo, instabile o accompagnato da sintomi, la lettura va portata all’attenzione del medico per inquadrarla correttamente.