Compiere 65 anni non fa scattare automaticamente un unico bonus, ma può aprire l’accesso a diverse misure legate a reddito, pensione, salute e condizioni di non autosufficienza. Le agevolazioni over 65 più utili nel 2026 includono Carta Acquisti, esenzione dal ticket sanitario, quattordicesima e, dai 67 anni, assegno sociale: qui chiarisco requisiti, importi, domande e limiti reali.
Le misure più importanti dipendono dall’età e soprattutto dal reddito
- Carta Acquisti da 40 euro al mese per chi ha almeno 65 anni e rispetta le soglie economiche.
- Assegno sociale dai 67 anni, fino a 546,24 euro per 13 mensilità nel 2026.
- Quattordicesima dai 64 anni per alcuni pensionati, con importi fino a 655 euro.
- Ticket sanitario esente in determinati casi, tra cui il codice E01 per gli over 65 con reddito familiare basso.
- Canone TV gratuito dai 75 anni solo con reddito entro il limite previsto e previa dichiarazione.

Cosa cambia davvero quando si compiono 65 anni
La prima cosa da sapere è che l’età da sola raramente basta. Quasi tutte le misure richiedono anche un limite di reddito, un ISEE valido, una pensione di tipo contributivo oppure una specifica condizione sanitaria.
Per orientarsi conviene separare le soglie. A 65 anni possono diventare accessibili alcune prestazioni sociali e sanitarie; a 67 anni si apre la possibilità di chiedere l’assegno sociale; a 75 anni esiste l’esenzione dal canone TV per chi ha redditi molto bassi.
| Misura | Età minima | Condizione principale |
|---|---|---|
| Carta Acquisti | 65 anni | ISEE e redditi sotto le soglie previste |
| Esenzione ticket E01 | 65 anni | Reddito familiare entro il limite nazionale |
| Quattordicesima | 64 anni | Pensione, contributi e reddito individuale compatibili |
| Assegno sociale | 67 anni | Basso reddito e requisiti di residenza |
| Esenzione canone TV | 75 anni | Reddito familiare basso e dichiarazione sostitutiva |
Questa distinzione evita l’errore più comune, cioè pensare che basti presentare la carta d’identità per ottenere ogni beneficio. Io partirei sempre da ISEE 2026, certificazione dei redditi e cedolino della pensione: sono i tre documenti che chiariscono rapidamente quali strade hanno senso.
Pensioni e sostegni economici per chi ha redditi bassi
Assegno sociale dai 67 anni
L’assegno sociale è una prestazione assistenziale destinata a chi ha raggiunto 67 anni, risiede effettivamente in Italia e dispone di redditi inferiori alle soglie stabilite. Non è una pensione basata sui contributi versati, quindi può spettare anche a chi ha lavorato poco o non ha maturato una pensione sufficiente.
Nel 2026 l’importo pieno è di 546,24 euro al mese per 13 mensilità, pari a 7.101,12 euro annui. Per una persona non coniugata il reddito personale deve restare sotto tale soglia; per una persona coniugata si considera il reddito della coppia, con limite massimo di 14.202,24 euro annui. L’importo può essere ridotto quando esistono altri redditi.
Secondo INPS, il beneficio viene verificato ogni anno e può essere sospeso in caso di assenza prolungata dall’Italia. La domanda si presenta online con identità digitale oppure tramite patronato, soluzione che considero utile quando bisogna ricostruire redditi, residenza e situazione familiare.
Quattordicesima sulla pensione
La quattordicesima non spetta a tutti gli anziani e non viene riconosciuta sui soli assegni sociali o sulle prestazioni assistenziali per invalidità civile. È una somma aggiuntiva destinata ad alcuni pensionati con almeno 64 anni, reddito individuale contenuto e un certo numero di anni di contribuzione.| Anni di contributi | Importo massimo fino a 1,5 volte il minimo | Importo massimo tra 1,5 e 2 volte il minimo |
|---|---|---|
| Fino a 15 anni per dipendenti, 18 per autonomi | 437 euro | 336 euro |
| Oltre 15 e fino a 25 anni per dipendenti, 18-28 per autonomi | 546 euro | 420 euro |
| Oltre 25 anni per dipendenti, oltre 28 per autonomi | 655 euro | 504 euro |
Per il 2026 i riferimenti reddituali sono circa 11.931,08 euro, pari a 1,5 volte il trattamento minimo, e 15.908,10 euro, pari al doppio. Di norma la somma viene pagata d’ufficio a luglio, oppure a dicembre per chi raggiunge il requisito più tardi. Se manca nel cedolino, si può chiedere una ricostituzione tramite INPS o patronato.
Il trattamento minimo non è un bonus automatico
Il trattamento minimo per il 2026 è pari a 611,85 euro mensili, cioè 7.954,05 euro annui. L’integrazione al minimo, però, dipende dal tipo di pensione e dai redditi personali e familiari: non basta avere più di 65 anni.
Chi riceve una pensione molto bassa dovrebbe controllare anche eventuali maggiorazioni sociali e importi aggiuntivi. Sono misure diverse dall’assegno sociale e possono avere regole differenti. Confonderle porta spesso a rinunciare a una verifica che potrebbe aumentare, anche se di poco, l’importo mensile.
Sanità, ticket e assistenza domiciliare
Esenzione dal ticket con il codice E01
Gli over 65 possono ottenere l’esenzione dal ticket per reddito con il codice E01 se appartengono a un nucleo con reddito familiare complessivo inferiore a 36.151,98 euro annui. L’esenzione riguarda le prestazioni specialistiche ambulatoriali e la diagnostica previste dal Servizio sanitario, ma le modalità operative possono essere gestite dalla Regione o dall’ASL.
Il codice non si applica automaticamente a ogni persona pensionata. Occorre verificare la propria posizione sulla tessera sanitaria o presso l’ASL, perché l’esenzione può dipendere dai dati fiscali disponibili e dalla corretta composizione del nucleo familiare. Esistono inoltre codici diversi per disoccupazione, assegno sociale, pensione minima, patologie croniche e invalidità.
Detrazioni per spese mediche e assistenza
Le spese sanitarie danno generalmente diritto a una detrazione IRPEF del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Per molte prestazioni è necessario un pagamento tracciabile, mentre medicinali, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o accreditate seguono regole più flessibili.
Se una persona anziana non è autosufficiente e ha bisogno di una badante, è possibile detrarre il 19% delle spese per l’assistenza personale su un importo massimo di 2.100 euro, purché il reddito complessivo di chi sostiene la spesa non superi 40.000 euro. La non autosufficienza deve risultare da certificazione medica e riguardare attività quotidiane come alimentarsi, vestirsi, lavarsi o camminare. Le regole fiscali sono riepilogate dall’Agenzia delle Entrate.
La retta di una struttura residenziale non è interamente detraibile come spesa sanitaria. In genere occorre che la struttura separi chiaramente spese mediche, assistenza specifica e quota alberghiera. È un dettaglio pratico importante, perché una ricevuta generica può rendere difficile recuperare la parte fiscalmente riconosciuta.
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Una misura che non parte a 65 anni
La Prestazione Universale per la non autosufficienza riguarda, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2026, persone di almeno 80 anni, con bisogno assistenziale gravissimo, ISEE sociosanitario non superiore a 6.000 euro e indennità di accompagnamento.
La quota integrativa è di circa 850 euro mensili e può essere utilizzata per pagare un assistente domestico regolarmente assunto o servizi qualificati di assistenza non residenziale. Non è quindi un beneficio generalizzato per tutti gli anziani: inserirlo nella pianificazione familiare ha senso solo quando ricorrono condizioni sanitarie, economiche e anagrafiche molto precise.
Carta Acquisti e aiuti sulle spese quotidiane
La Carta Acquisti ordinaria può essere richiesta da chi ha compiuto 65 anni, è residente in Italia e rispetta specifici requisiti di cittadinanza, reddito e patrimonio. Il valore è di 40 euro al mese, caricato ogni due mesi con 80 euro.
La carta può essere usata per acquistare alimenti, medicinali e prodotti in farmacie e parafarmacie abilitate. Permette inoltre di pagare alcune bollette elettriche e del gas presso gli uffici postali. Non è un rimborso libero e non può essere utilizzata per qualsiasi spesa.
Per il 2026, chi ha tra 65 e 69 anni deve avere trattamenti e redditi complessivi inferiori a 8.230,81 euro. Dai 70 anni la soglia sale a 10.974,42 euro, mentre l’ISEE deve comunque restare sotto 8.230,81 euro. Sono previste anche verifiche sulla residenza, sul patrimonio e sull’eventuale ricovero in strutture dove il vitto è assicurato dallo Stato.
La domanda si presenta in un ufficio postale abilitato con modulo, documento d’identità e ISEE valido. La mia raccomandazione è di non aspettare la scadenza dell’ISEE: quando l’attestazione non è più valida, il caricamento può essere sospeso anche se la situazione economica non è cambiata.
Canone TV, trasporti e sconti locali
L’esenzione dal canone TV non riguarda tutti gli over 65. È prevista per chi ha almeno 75 anni, possiede un reddito complessivo familiare entro 6.713,98 euro e presenta la dichiarazione sostitutiva richiesta. L’agevolazione vale per la televisione presente nell’abitazione di residenza e non si attiva semplicemente con il compimento dell’età.
Se il canone è già stato addebitato in bolletta, in presenza dei requisiti si può chiedere il rimborso. Prima di farlo bisogna controllare che la dichiarazione sia stata inviata correttamente e che il televisore si trovi nell’abitazione coperta dall’esenzione.
Per autobus, tram, treni regionali e servizi comunali non esiste uno sconto nazionale unico riservato a chi ha più di 65 anni. Le tariffe dipendono da Regione, Comune, azienda di trasporto e ISEE. Alcune amministrazioni offrono abbonamenti ridotti agli anziani, altre applicano sconti solo sotto una determinata soglia economica.
Lo stesso vale per riduzioni sulla tassa rifiuti, servizi domiciliari, pasti a domicilio e assistenza sociale. In questi casi il punto di riferimento è il Comune di residenza o l’Ambito territoriale sociale. È una verifica spesso trascurata, ma può incidere più di un piccolo bonus nazionale, soprattutto per chi vive solo o ha bisogno di supporto a casa.
Come verificare i propri diritti senza perdere tempo
Per evitare domande inutili, si può seguire un percorso semplice. Non serve conoscere in anticipo tutti i nomi delle prestazioni, ma è importante raccogliere le informazioni giuste.
- Preparare ISEE 2026, documento d’identità, tessera sanitaria e certificazioni sanitarie.
- Controllare il cedolino per quattordicesima, integrazione al minimo e altre somme aggiuntive.
- Verificare sul portale sanitario regionale l’eventuale esenzione ticket o rivolgersi all’ASL.
- Chiedere a INPS o patronato una verifica dell’assegno sociale, della Carta Acquisti e delle prestazioni collegate al reddito.
- Contattare Comune e Regione per trasporti, assistenza domiciliare, rifiuti e servizi sociali.
Gli errori più frequenti sono tre: usare un ISEE scaduto, confondere reddito personale e reddito familiare e credere che una prestazione venga riconosciuta automaticamente. Anche quando l’ente procede d’ufficio, controllare il cedolino e conservare le ricevute resta il modo migliore per accorgersi in tempo di un pagamento mancante o di una dichiarazione non acquisita.
Il controllo annuale che può alleggerire davvero il bilancio familiare
Le misure più vantaggiose non si trovano tutte nello stesso posto. Pensione e quattordicesima passano dall’INPS, ticket e servizi sanitari dalla Regione o dall’ASL, mentre molte riduzioni dipendono dal Comune e dall’ISEE.
Per questo suggerisco di fare una verifica completa almeno una volta l’anno, preferibilmente dopo aver aggiornato l’ISEE. La combinazione tra esenzione sanitaria, Carta Acquisti, detrazioni per assistenza e servizi comunali può produrre un risparmio concreto, anche quando nessuna singola misura sembra risolutiva.
La regola più importante è semplice: non fermarsi alla soglia dei 65 anni. Sono il reddito, la pensione, la salute e il livello di autonomia a determinare il sostegno realmente disponibile.